Già a trenta anni possono comparire i primi segni dell'invecchiamento cutaneo: si parla di cronoaging al quale si può sommare il fotoaging, cioé il danno cutaneo indotto dall'esposizione al sole o lampade UVA.
I segni clinici dell'invecchiamento includono varie patologie: rughe, trama cutanea alterata, teleangectasie, lentigo solari, cheratosi attiniche (che sono delle precancerosi cutanee); questi segni li possiamo ritrovare in tutta la superficie cutanea, ma prevalentemente nelle aree fotoesposte, quindi viso, collo, decolleté e dorso delle mani. Il fotoringiovanimento è una tecnica mediante la quale si cerca di eliminare, con l'applicazione di vari tipi di luce laser e luce LED, questi segni così antiestetici. L' ultimo laser nato per combattere i segni del fotoinvechiamento è il laser Fraxel SR 1500. Si tratta di un laser frazionato non ablativo che, con una metodica semplice e non invasiva ripetibile ogni mese, determina un miglioramento su tutti i segni del tempo. Utilizzeremo poi il laser ad Alessandrite per l'eliminazione delle lesioni pigmentate tipo lentigo solari quando esse siano isolate e quindi un quadro di fotoinvecchiameno meno marcato.
L'applicazione laser ha il vantaggio di essere ben sopportata dal paziente, il quale non necessita di cure post-trattamento o di ricovero; infatti la compliance è buona e le sedute si effettuano ogni 3-4 settimane.
L'unica controindicazione è l'esposizione ai raggi solari o UVA sia prima che dopo il trattamento.
Utilizzeremo il laser ad Alessandrite per l'eliminazione delle lesioni pigmentate tipo lentigo solari o cloasma, il laser KTP 532nm per il trattamento delle teleangectasie del volto e il laser Nd-YAG per il rimodellamento del collagene dermico.
Un altro trattamento, sicuro e ben tollerato, è la terapia fotodinamica (PDT) o peeling fotodinamico. Si effettua applicando sul viso una sostanza, 5- ALA, per 1 ora; questa sostanza viene captata dalle cellule danneggiate dal sole e trasformata in un prodotto fotoattivo capace di reagire con una specifica luce; l'area trattata viene pertanto esposta ad una luce LED rossa (630 nm) per un tempo di 10 minuti circa.
Durante l'esposizione il paziente avverte una sensazione di calore che è maggiore quanto più marcato è il danno cutaneo.
Questa metodica viene consigliata ai pazienti con segni di fotoinvecchiamento dal tipo II al tipo IV di Glogau, mentre vengono esclusi pazienti in stato di gravidanza, che assumono antibiotici o cortisonici e pazienti che hanno aspettative non realistiche.
Il peeling fotodinamico con 5-ALA è da considerarsi anche una forma di prevenzione dello sviluppo dei tumori cutanei fotoindotti poiché elimina le cellule potenzialmente cancerogene.
Un peeling fotodinamico più soft per pazienti più giovani che presentano i primi segni del fotoinvecchiamento ma non ancora le precancerosi, è quello in cui la sostanza fotosensibile adottata è la clorofilla associata a una bassa percentuale di 5-ALA con un tempo di posa specifico; si applica successivamente la luce LED a 630 nm e la cute dopo apparirà lievemente arrossata. Tre settimane dopo la prima session si potrà notare un miglioramento notevole della qualità, elasticità e luminosità della cute trattata.
ASSOCIAZIONE LASER FRAXEL-PDT
Per i segni più marcati del fotoinvecchiamento cutaneo, laddove sarebbe necessario un laser ablativo (skin-resurfacing) con quindi i problemi correlati(sedazione, infezioni, lunghi tempi per la guarigione), possiamo associare il laser Fraxel alla PDT nella stessa sessione: prima trattiamo con il laser Fraxel tutta la superficie cutanea del volto poi effettuiamo la terapia fotodinamica solo sulla parte maggiormente invecchiata, per esempio la zona periorale. In questo modo associamo due tecniche totalmente sicure, senza aver bisogno di anestesia e con effetti simili al laser resurfacing.
La dott.ssa Antonella Gentili e la dott.ssa Simona Tarocchi sono a disposizione dei pazienti per una consultazione gratuita per informazioni sui trattamenti e relativi costi.