Il problema dei capillari delle gambe colpisce il 55% delle donne e alcuni uomini. In termini scientifici si definiscono teleangectasie e devono essere valutate mediante visita specialistica per escludere patologie vascolari profonde. Il termine teleangectasia è stato introdotto per la prima volta da Von Graf, per descrivere un vaso superficiale della pelle visibile a occhio nudo; questi vasi misurano da 0,1 a 1 mm di diametro e rappresentano un vaso dilatato, arterioso o venoso. Si distinguono quattro tipi di teleangectasie: lineare, ramificata, stellata, puntiforme. Generalmente sono progressive, ma alcuni pazienti presentano una stabilizzazione spontanea della malattia durante le fasi iniziali. Le zone più colpite sono la parte esterna della coscia, l'interno del ginocchio e le caviglie. Esteticamente sgradevoli ma non dolorose, le teleangectasie provocano bruciore o prurito solo in alcuni casi e possono essere accompagnate da gonfiore e pesantezza alla gambe, specie nelle donne nel periodo premestruale.

Per quanto riguarda le cause della loro formazione, un ruolo fondamentale gioca la predisposizione individuale. Possono iniziare anche in giovane età in seguito all'assunzione di contraccettivi orali o scatenarsi con la gravidanza. Importante è anche lo stile di vita: attività che obbligano a restare in piedi per molte ore portano alla formazione delle teleangectasie alla caviglia, mentre microtraumi continui formano quelle alle coscie (come nel caso delle impiegate costrette alla scrivania o l'uso di indumenti costrittivi). Il trattamento precoce con il laser può prevenire la progressione del processo patologico. Il laser più indicato nella patologia vascolare degli arti inferiori è il laser Nd-yag a impulso lungo (1064 nm): si possono trattare efficacemente i vasi di diametro compreso fra 0,3 e 3 mm. Il laser fornisce lunghezza d'onda, durata dell'impulso e fluenza elevate, tali da essere assorbite dall'emoglobina contenuta nel vaso (bersaglio) senza però causare nessuna ferita termica significante al tessuto circostante. Le controindicazioni sono: pelle abbronzata o fototipi scuri, insufficienza venosa degli arti inferiori, assunzione di farmaci anticoagulanti, gravidanza, malattie cardio-vascolari. La durata di una seduta varia in base all'estensione dell'area interessata; i capillari della parte esterna della coscia, per esempio, si trattano in cinque-dieci minuti.
L'emissione laser è avvertita dal paziente come un'ondata di calore e una sensazione di punzecchiatura che viene alleviata dall'applicazione di un gel freddo e da un sistema di raffreddamento ad aria. Normalmente sono necessarie 3 o 4 sedute ad intervalli di uno-due mesi per risolvere questo tipo di problema. Per i vasi di calibro maggiore, si effettuano, prima del trattamento laser, alcune sedute di microscleroterapia.
La dott.ssa Antonella Gentili e la dott.ssa Simona Tarocchi sono a disposizione dei pazienti per una consultazione gratuita per informazioni sui trattamenti e relativi costi.